Anche in Italia il beauty è slow. Nasce Slow Cosmétique Italia.
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Anche in Italia il beauty è slow.  Nasce Slow Cosmétique Italia.

Un nuovo approccio alla bellezza è possibile? Ce lo racconta  Sébastien Chipot, coordinatore di Slow Cosmétique Italia, e ci svela i segreti del movimento che si sta sviluppando rapidamente in Europa.

Il movimento è nato un anno fa in Belgio, come si è sviluppato in Europa?

Dopo la fondazione del movimento in Belgio da parte di Julien Kaibeck, la nostra associazione si è diffusa a poco a poco in tutta Europa. Non è una sfida facile perchè gli europei non hanno tutti la stessa consapevolezza della cosmetica bio. In più, siccome operiamo come volontari, non abbiamo tante risorse (per adesso) e quindi dobbiamo contare sul volontariato per lanciare e realizzare iniziative. Al giorno d’oggi abbiamo coordinatori in Belgio, Francia (anche in Corsica), Italia, Portogallo e Spagna. Proviamo a organizzare eventi, interviste, workshops e a partecipare ai saloni bio, per esempio.

Quali sono i paesi più sensibili a queste tematiche?

Senza dubbio la Francia è più avanzata su queste tematiche; qui il movimento Slow Cosmétique è un vero successo. Il libro di Julien Kaibeck è stato venduto in più di 10.000 copie. In Francia, c’è veramente una piccola rivoluzione in corso che dà importanza al «fai da te» dei cosmetici. In Italia ho introdotto il progetto ad aprile e quindi devo capire meglio come si presenta il mercato italiano e capire il comportamento degli italiani di fronte ai cosmetici bio.

In cosa consiste il movimento?

La Slow Cosmétique è un’associazione internazionale senza scopo di lucro che desidera promuovere un modo più responsabile del consumo dei cosmetici. La nostra associazione vuole sensibilizzare i consumatori su ciò che noi chiamiamo il “lavaggio del cervello nella cosmetica” o greenwashing. Quindi, vogliamo comunicare con il pubblico e le organizzazioni per spiegare che esistono cosmetici migliori e più rispettosi dell’ambiente. La cosa che cerchiamo di fare è creare una coscienza: non abbiamo niente da vendere. La sensibilità bio e/o green esiste in Italia quando si vedono tutti i siti web sull’argomento ma secondo me gli italiani hanno una maggiore consapevolezza sui prodotti alimentari bio piuttosto che sui prodotti cosmetici bio. Sarà nostro compito divulgare maggiori informazioni in campo cosmetico al maggior numero possibile di persone.

Il nostro lavoro si basa su quattro valori fondamentali:

1) I cosmetici dovrebbero essere più “intelligenti”: i cosmetici devono essere preparati con ingredienti attivi e sani affinché possano agire positivamente sulla pelle. Chiaramente: non pensiamo che i siliconi, oli sintetici o minerali siano un buon esempio di ingredienti attivi buoni per la salute.

2) I cosmetici dovrebbero essere più “ecologici”: difendiamo i prodotti che sono certificati biologici, ma anche quelli che sono preparati in modo responsabile ed i prodotti del commercio equo o i prodotti fatti incasa.

3) I cosmetici dovrebbero essere più “ragionevoli”: photoshop è così anni 80! La Slow Cosmétique ci invita a enfatizzare la nostra bellezza interiore, a prenderci cura della nostra pelle, senza voler cambiare tante cose. Vogliamo un discorso più trasparente dalle marche di cosmetici ed anche una maggiore trasparenza dei prezzi. Non vogliamo sentirci in colpa quando ci prendiamo cura della nostra pelle o dei nostri capelli dopo aver visto una pubblicità. Non accettiamo i metodi di marketing o di pubblicità ingannevoli o sleali.

4) I cosmetici dovrebbero essere più “rispettosi”: l’umanità è una grande comunità di individui, ognuno dei quali è un gioiello da solo. È la stessa cosa per gli animali e le piante. Condanniamo i cosmetici che non rispettano l’uomo, gli animali o le piante.

 www.slow-cosmetique.org

 https://www.facebook.com/#!/SlowCosmetiqueItalia

Intervista di Glorianna Vaschetto

 

 

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